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Premio Nobel per la Letteratura 1926

Grazia Deledda

Da Nuoro a Stoccolma: la storia della scrittrice autodidatta diventata l'unica donna italiana Premio Nobel

Nuoro, fine Ottocento. In una società pastorale dove per una ragazza la scuola si fermava presto e la scrittura non era “cosa da donne”, Grazia Deledda lascia i banchi dopo la quarta elementare e continua a formarsi da sola, leggendo tutto ciò che le capita tra le mani. A diciassette anni, di nascosto dalle convenzioni del suo tempo, pubblica i primi racconti su riviste popolari: è l'inizio di una carriera che nessuno, nella Nuoro di allora, si sarebbe aspettato.

Nel 1900 il matrimonio con Palmiro Madesani la porta a Roma, ma la sua narrativa non lascerà mai davvero la Sardegna: pastori, servi, famiglie in rovina e paesaggi aspri popolano romanzo dopo romanzo — Elias Portolu, Cenere, L'edera, fino al capolavoro Canne al vento del 1913. Sono storie di colpa, destino e resistenza, scritte con uno sguardo che il mondo letterario internazionale comincia presto a notare.

Nel 1926 arriva il riconoscimento più alto: il Premio Nobel per la Letteratura. Deledda è solo la seconda donna al mondo a riceverlo, dopo la svedese Selma Lagerlöf, e resta ancora oggi l'unica donna italiana ad averlo ottenuto. Una scrittrice che non ha mai smesso di raccontare la sua isola, fino alla morte a Roma nel 1936.

Leggi la biografia completa e la cronologia

1871

Nasce a Nuoro, quarta di sette figli. Si ferma alla quarta elementare, poi studia da autodidatta.

1888

A soli 17 anni pubblica i primi racconti, sfidando le convenzioni del suo tempo.

1913

Canne al vento: il romanzo considerato il suo capolavoro assoluto.

1926

Premio Nobel per la Letteratura: unica donna italiana ad averlo mai ricevuto.

“Siamo proprio come le canne al vento… siamo canne, e la sorte è il vento”
— Efix, in Canne al vento, cap. XVI
Premio Nobel 1926

Un riconoscimento storico

Il 10 dicembre 1927, Grazia Deledda ricevette a Stoccolma il Premio Nobel per la Letteratura relativo all'anno 1926: seconda donna al mondo dopo la svedese Selma Lagerlöf, e a tutt'oggi l'unica donna italiana ad aver ricevuto questo riconoscimento.

Approfondisci il Nobel

Il capolavoro · 1913

Canne al vento

Nella Sardegna rurale di inizio Novecento, il servo Efix vive tormentato dal rimorso per un fatto del passato e dedica la sua vita a proteggere le tre sorelle Pintor, ultime eredi di una famiglia nobile ormai in rovina. Un romanzo sulla fragilità umana di fronte al destino, considerato il vertice assoluto della narrativa di Deledda.

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Curiosità

Lo sapevi che…?

Una scrittrice autodidatta

Deledda si fermò alla quarta elementare: tutto il resto lo imparò da sola, leggendo e scrivendo di nascosto in una Nuoro che non prevedeva questo destino per una donna. Scopri la sua formazione →

L'unico film di Eleonora Duse

Dal romanzo Cenere fu tratto nel 1917 un film muto che rappresenta l'unica interpretazione cinematografica mai realizzata dalla grande attrice Eleonora Duse. Guarda il film →

Ammirata da D. H. Lawrence

Lo scrittore inglese D. H. Lawrence apprezzò così tanto La madre da curarne la prefazione per un'edizione pubblicata nel Regno Unito.

Un primato che resiste

Quasi cent'anni dopo, Grazia Deledda resta l'unica donna italiana ad aver mai ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura.

L'arte nella vita della scrittrice

Deledda e le arti visive

Non solo romanzi: Deledda intreccia la sua vita con pittori e scultori del suo tempo. Fu lei stessa a spingere il giovane scultore nuorese Francesco Ciusa a esporre alla Biennale di Venezia del 1907, dove vinse il primo premio; le sue pagine furono illustrate per quasi un decennio da Giuseppe Biasi, e la sua opera continua oggi a ispirare artisti sardi contemporanei.

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